MESSINA – Un confronto operativo per affrontare uno dei nodi più delicati della sanità, quello della gestione delle urgenze psichiatriche. Nei locali dell’Azienda ospedaliera Papardo si è svolto un tavolo tecnico promosso dalla Direzione sanitaria, con l’obiettivo di costruire un modello organizzativo condiviso tra ospedale, territorio ed emergenza-urgenza. Al centro dei lavori, la possibilità di attivare un’osservazione breve intensiva (Obi) psichiatrica all’interno del percorso Mcau (Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza), considerata uno strumento strategico per migliorare la presa in carico dei pazienti in condizioni di fragilità.
Un modello condiviso
All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle principali componenti della rete sanitaria: il dott. Giuseppe Trimarchi per l’Asp di Messina, il dott. Giuseppe Rao per il Dipartimento di salute mentale, il direttore del Dipartimento dell’emergenza dott. Fabio Parducci, i dirigenti medici della Direzione medica dott.ssa Rita Azzolini e dott. Corrado Lamanna, la referente del 118 dott.ssa Vittoria Saraceno, la responsabile del rischio clinico dott.ssa Barbara Calabrò e il dirigente delle professioni sanitarie dott. Letterio Cutugno. Il confronto ha permesso di mettere a fuoco le principali criticità e di delineare un percorso comune per migliorare la gestione delle emergenze psichiatriche in pronto soccorso, con l’obiettivo di rendere più efficace e coordinata la risposta del sistema sanitario.
Il modello organizzativo condiviso punta a garantire maggiore appropriatezza degli interventi, una presa in carico più tempestiva e una reale continuità tra ospedale e servizi territoriali. Centrale il tema dell’integrazione tra le diverse componenti della rete assistenziale, chiamate a intervenire in modo coordinato in situazioni spesso complesse. Particolare attenzione è stata riservata al ruolo del 118 e agli interventi sul territorio, oltre alla necessità di rafforzare le risorse professionali a supporto del pronto soccorso e di strutturare percorsi dedicati.
Al termine dell’incontro è stato redatto un documento che sarà sottoposto alle altre aziende sanitarie e all’assessorato regionale, con l’obiettivo di avviare concretamente l’Obi psichiatrica. Uno strumento che potrebbe consentire una gestione più efficace dei casi complessi, ridurre i tempi di attesa e migliorare la sicurezza sia per i pazienti che per gli operatori sanitari.





