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SALINA – Si è conclusa la XV edizione del MareFestival Premio Troisi 2926. L’evento che, anche quest’anno, ha omaggiato Massimo Troisi, ha accolto prestigiose personalità del mondo del cinema e dello spettacolo. Tanti gli ospiti presenti, la storica madrina Maria Grazia Cucinotta con il regista Marco Risi, le attrici Chiara FranciniAurora QuattrocchiCorinne Cléry, gli attori Vincenzo FerreraVincenzo De Lucia e la controfigura de “Il Postino”, Gerardo Ferrara. 

Tra i protagonisti della manifestazione anche l’attore Giancarlo Giannini e l’attrice Cristiana Capotondi.

Giannini ricorda Troisi e celebra la Sicilia

Sono state tante le iniziative e i racconti dedicati al grande attore e regista napoletano, tra questi si è contraddistinta quella di Giancarlo Giannini che riflettendo sulla figura di Troisi ha affermato che: “Massimo Troisi riusciva a essere profondamente umano facendo nello stesso tempo ridere. Una capacità che nel cinema di oggi si è un po’ persa“.

L’attore, doppiatore e regista ha raccontato di avere conosciuto personalmente Troisi: “Ho avuto la fortuna di parlare con lui a lungo e ho trovato una persona di grande gentilezza, intelligenza e capacità comunicativa. Come tutti i grandi artisti aveva qualcosa di unico: riusciva a comunicare con il pubblico in modo semplice, diretto, ironico e profondamente umano“.
Nel corso dell’incontro Giannini ha parlato anche del suo profondo legame con la Sicilia, nato durante la preparazione di uno dei film girati nell’Isola. “Tre mesi prima delle riprese ho affittato un’auto e ho girato tutta la Sicilia da solo per comprenderne lo spirito. Ho scoperto una terra straordinaria, ricca di energia, tradizioni e umanità“, ha raccontato.
Infine, ha affrontato un passaggio sulle attrici con cui ha condiviso il set nel corso della sua lunga carriera, da Mariangela Melato a Lina Sastri, fino a Maria Grazia Cucinotta, ricordando con affetto le collaborazioni che hanno segnato il suo percorso artistico.

“Le persone vogliono avere ancora un contatto umano”

L’attrice Cristina Capotondi ha affrontato una delle tematiche più importanti dell’era digitale: “Sull’intelligenza artificiale e il cinema, bisognerebbe studiare diversi aspetti: primo tra tutti delle leggi sul diritto d’autore, so che si stanno sviluppando ricerche ed una di queste è stata commissionata anche dalla Siae. Il diritto d’autore è sicuramente quello più a rischio rispetto all’intelligenza artificiale e al digitale”.

E ad esempio, per quanto riguarda noi attori, – prosegue l’attrice – se tu prendi gli occhi di Cristiana Capotondi, il naso di un’altra attrice, le orecchie di un’altra, bisogna chiedersi che tipo di persona hai costruito per una storia che poi diventa l’ attore o l’attrice. Di un film, ad esempio avrei diritto d’autore se utilizzano la mia voce o i miei occhi per cinque o 20 secondi? Quindi è un terreno dove si dovrà legiferare, poiché assolutamente c’è il rischio che vengano sintetizzati gli attori, e grazie a Dio esistono gli spettacolo dal vivo. Esiste l’idea che le persone vogliano avere ancora un contatto umano, l’empatia, l’emozione.”

In conclusione, la Capotondi dopo aver riflettuto su quelli che potrebbero essere i rischi per il mondo cinematografico, ha espresso che: “Sarò sorpresa nel vedere un attore sintetizzato da un’intelligenza artificiale che riuscirà a trasferirmi un’emozione, anche se è probabile che accadrà in futuro. Non mi sentirò scema se accadrà detto questo, però so già che non esiste, quindi non mi interessa. Non credo si potrà mai trasferire l’arte e l’emozione che una persona cerca né si potrà svincolare”.