SALINA – Si è conclusa la XV edizione del MareFestival Premio Troisi 2926. L’evento che, anche quest’anno, ha omaggiato Massimo Troisi, ha accolto prestigiose personalità del mondo del cinema e dello spettacolo. Tanti gli ospiti presenti, la storica madrina Maria Grazia Cucinotta con il regista Marco Risi, le attrici Chiara Francini, Aurora Quattrocchi, Corinne Cléry, gli attori Vincenzo Ferrera, Vincenzo De Lucia e la controfigura de “Il Postino”, Gerardo Ferrara.
Tra i protagonisti della manifestazione anche l’attore Giancarlo Giannini e l’attrice Cristiana Capotondi.
Giannini ricorda Troisi e celebra la Sicilia
Sono state tante le iniziative e i racconti dedicati al grande attore e regista napoletano, tra questi si è contraddistinta quella di Giancarlo Giannini che riflettendo sulla figura di Troisi ha affermato che: “Massimo Troisi riusciva a essere profondamente umano facendo nello stesso tempo ridere. Una capacità che nel cinema di oggi si è un po’ persa“.
“Le persone vogliono avere ancora un contatto umano”
L’attrice Cristina Capotondi ha affrontato una delle tematiche più importanti dell’era digitale: “Sull’intelligenza artificiale e il cinema, bisognerebbe studiare diversi aspetti: primo tra tutti delle leggi sul diritto d’autore, so che si stanno sviluppando ricerche ed una di queste è stata commissionata anche dalla Siae. Il diritto d’autore è sicuramente quello più a rischio rispetto all’intelligenza artificiale e al digitale”.
“E ad esempio, per quanto riguarda noi attori, – prosegue l’attrice – se tu prendi gli occhi di Cristiana Capotondi, il naso di un’altra attrice, le orecchie di un’altra, bisogna chiedersi che tipo di persona hai costruito per una storia che poi diventa l’ attore o l’attrice. Di un film, ad esempio avrei diritto d’autore se utilizzano la mia voce o i miei occhi per cinque o 20 secondi? Quindi è un terreno dove si dovrà legiferare, poiché assolutamente c’è il rischio che vengano sintetizzati gli attori, e grazie a Dio esistono gli spettacolo dal vivo. Esiste l’idea che le persone vogliano avere ancora un contatto umano, l’empatia, l’emozione.”





