REDAZIONALE – Si chiude con la vittoria della rappresentativa di Catania la prima edizione dello Ionio Referee Cup ma il risultato del campo racconta solo una parte di un evento che, per tre giorni, ha trasformato la costa ionica siciliana nel punto d’incontro di dodici sezioni dell’Associazione Italiana Arbitri provenienti da tutta Italia. Nato dalla sinergia tra le sezioni Aia di Messina e Acireale, il torneo ha visto i direttori di gara sfidarsi come calciatori sui terreni di gioco di Taormina, Nizza di Sicilia e Santa Teresa di Riva coniugando competizione, amicizia e spirito associativo.
A nobilitare l’atto conclusivo della manifestazione è stato l’arbitro internazionale Daniele Doveri che ha diretto la finalissima esprimendo profonda gratitudine verso i comitati promotori guidati da Santino Morabito (Messina) e Salvatore Di Giovanni (Acireale): “Sono onorato di essere qui e ho accolto subito con enorme piacere e favore l’invito che mi è stato fatto da Santino e Salvo“, ha dichiarato Doveri.
“Tutti noi siamo appassionati di calcio”
Prosegue: “Credo che la nostra associazione sia composta sì dalla parte tecnica, che è una parte importante, ma soprattutto da una parte associativa che ci rende tanto speciali e dà tanta soddisfazione ai grandi e ai giovani associati. Per cui vedere circa 400 ragazzi che si sono confrontati in questi due giorni, sono stati insieme, si sono conosciuti e si sono divertiti, mi ha riempito il cuore di gioia. Quindi mi sento di dover ringraziare appunto per l’invito. E tra l’altro è una finale che mi mancava, per cui ci tenevo insomma, tra le tante che ho fatto”.
E, riguardo i valori che possano emergere da manifestazioni di questo calibro, Doveri risponde: “Emerge soprattutto lo spirito associativo, la voglia di fare insieme e la passione per il calcio. A volte, chi non vive il nostro mondo, si dimentica che tutti noi siamo appassionati di calcio e se magari facciamo gli arbitri è una scelta dettata anche dal fatto che con i piedi ci rapportiamo poco, poco e malvolentieri. Però la nostra passione nasce da quello“.
L’arbitro internazionale lancia poi un appello alle istituzioni calcistiche e ai tifosi, prendendo fermamente le difese dei direttori di gara che operano nelle categorie minori, luogo in cui le tutele scarseggiano e i rimborsi spese sono spesso inversamente proporzionali ai sacrifici richiesti: “Lo spirito di servizio verso il calcio dovrebbe essere valorizzato molto, molto di più. Per me loro sono degli eroi: sono ragazzi che si sobbarcano trasferte difficili con rimborsi spese che, insomma, potrebbero essere adeguati, e lo fanno davvero solo per passione e per amore del calcio, permettendo a centinaia di migliaia di ragazzi, spesso loro coetanei, di poter giocare a calcio. Forse questo aspetto viene fin troppo spesso trascurato da chi è in tribuna e, soprattutto, da chi avrebbe il compito di valorizzarli, renderli più sicuri, sia all’interno che all’esterno del terreno di gioco, ma soprattutto di riconoscere maggiormente il valore del loro ruolo“.
Infine, un consiglio ai direttori di gara, per i quali rappresenta un punto di riferimento per il futuro: “Il consiglio è quello di divertirsi e di dare il massimo perché, come in tutti gli sport a carattere individuale, anche in quello dell’arbitro, quando si è sul terreno di gioco bisogna misurarsi con la propria capacità di arrivare il più in alto possibile. E per capire qual è il nostro limite bisogna dare il massimo, con l’obiettivo di raggiungere un giorno la propria Serie A. Questo non significa arbitrare un Milan-Inter, ma arrivare al massimo di ciò che si è in grado di fare, essere soddisfatti e non avere rimpianti“.
“La Sicilia è una terra che mi piace tantissimo”
Patrocinata dall’Assessorato regionale allo Sport e al Turismo, dal comune di Taormina e dalla Fondazione Taormina, la manifestazione ha saputo coniugare sport e promozione del territorio. L’organizzazione ha infatti previsto mattinate libere per consentire agli arbitri e ai loro accompagnatori di visitare le bellezze della costa ionica, trasformando il torneo anche in un’occasione di scoperta del patrimonio locale. E per Doveri ha rappresentato un gradito ritorno in una terra da lui ampiamente valorizzata e apprezzata, questa volta al fianco dei propri affetti più cari.
Conclude l’arbitro internazionale: “Ero stato qui diversi anni fa, sempre con mia moglie, ma mia figlia non era ancora nata. Per questo è stato un piacere tornare in questa terra anche con lei. È una terra che amo, da oriente a occidente, quindi sono un po’ di parte. Per quanto riguarda il mio giudizio sulla Sicilia, è una terra che mi piace tantissimo: mi piacciono i siciliani, il loro modo di accoglierci, l’ospitalità, il cibo, il mare, il paesaggio. Insomma, tutto ciò che rappresenta questa fantastica, fantastica isola. Sono stato davvero felicissimo di condividere questa bella esperienza con la mia famiglia“.





