MESSINA – La loro forza è stata un esempio per tutti. Questa mattina pazienti diventati atleti paralimpici e atleti con disabilità della Polisportiva Messina hanno affrontato la terza edizione della Traversata dello Stretto di Messina, organizzata dall’Irccs Centro Neurolesi “Bonino Pulejo” nell’ambito delle attività di Medicina dello Sport dedicate alla disabilità.
A rendere la traversata ancora più impegnativa sono state le condizioni del mare, con onde e forti correnti che hanno ostacolato i partecipanti lungo tutto il percorso. Una complicazione in più che ha costretto gli atleti a una prova di grande resistenza, affrontata comunque con massima concentrazione e determinazione.
La partenza è avvenuta da Capo Peloro con arrivo sulla spiaggia di Cannitello. Gli atleti sono stati supportati da un’imbarcazione sulla quale erano presenti personale medico e tecnico-sportivo, per garantire assistenza durante tutto il percorso.
A seguire la preparazione degli atleti l’allenatore federale e presidente della Polisportiva Messina Massimo Giacoppo che al termine della traversata ha raccontato le difficoltà affrontate in acqua: “È andata benissimo, nonostante le condizioni climatiche non fossero ottimali perché abbiamo preso scirocco. C’erano onde in mezzo allo Stretto, quindi non è stato facilissimo, ma i ragazzi sono stati fantastici. È stato un grandissimo gioco di squadra, che non è possibile mai preparare alla perfezione, perché l’imprevisto ovviamente è sempre dietro l’angolo quando sei in mezzo al mare”.
“È stato super emozionante come sempre – ha aggiunto -. Faccio un grande plauso ai ragazzi e soprattutto ai dirigenti del Neurolesi che hanno organizzato questa manifestazione che, come ogni anno, è l’inizio di un percorso che noi facciamo come Polisportiva Messina con la squadra paralimpica. Questa sinergia che si è creata è veramente fantastica”.
“Quando entrano in acqua sono atleti come tutti gli altri”
Per Giacoppo la traversata rappresenta anche un momento di crescita e confronto: “Le difficoltà dei ragazzi sono prima di entrare in acqua: nell’avvicinarsi ad una struttura, nell’avere le condizioni di poter essere assistiti. Una volta che entrano in acqua sono atleti come tutti gli altri. Certo, ognuno ha le sue particolarità, però è proprio questo che rende tutto molto stimolante”.
“Ogni giorno bisogna trovare una soluzione diversa – prosegue –, perché ogni atleta ha una disabilità differente. È un’emozione diversa ogni volta, perché vediamo i miglioramenti e la crescita giorno dopo giorno, gara dopo gara. Trovarli poi a gareggiare con atleti che hanno disabilità simili è bellissimo: si creano emozioni molto forti”.
“Le correnti sono la difficoltà maggiore”
Tra i partecipanti anche Giuseppe Cannavò, affetto da sclerosi multipla, alla sua seconda partecipazione alla Traversata dello Stretto. Un’esperienza che, per gli atleti con disabilità, richiede attenzione anche alle condizioni del mare e alle reazioni del corpo. “Le difficoltà che incontriamo maggiormente sono le correnti, perché sono veramente forti. Passiamo da un’acqua calda a un’acqua fredda e, siccome siamo pazienti con patologie, nel mio caso la sclerosi multipla, questo passaggio non è una cosa ottimale per il corpo”, ha spiegato Cannavò.
“Piano piano cerchiamo però di superare anche queste difficoltà, perché ovviamente si riflettono sul fisico, ma una cosa importante la fa la mente” – ha aggiunto, sottolineando ancora una volta il ruolo della determinazione e della forza mentale nell’affrontare le sfide dello sport.
A prendere parte all’impresa anche Alex Mazzeo, campione italiano di nuoto paralimpico: “È stata una traversata molto complicata a causa del moto ondoso, del forte vento e delle correnti. Per l’intera durata del percorso abbiamo incontrato onde che si infrangevano contro i nuotatori, facendoci perdere il ritmo della bracciata e rallentando la nuotata. Anche il rientro a bordo delle imbarcazioni non è stato semplice, a causa del moto ondoso alimentato dallo scirocco. Per i nuotatori paralimpici, che già affrontano maggiori difficoltà nel nuoto in acque libere, non è stato affatto facile”, ha sottolineato.
In acqua anche i vertici dell’Irccs “Bonino Pulejo”; il direttore generale Maurizio Lanza e il direttore amministrativo Maria Felicita Crupi hanno affrontato la traversata nuotando insieme agli atleti.
L’appuntamento di oggi ha confermato ancora una volta il valore dello sport come strumento per superare barriere e difficoltà, trasformando una sfida individuale in un’esperienza collettiva di inclusione e partecipazione.





