MESSINA – Sono trascorse settimane dal crollo di Pistunina, ma per due famiglie l’attesa non è ancora finita. Quattro sono i corpi recuperati finora dalle macerie, mentre proseguono le ricerche di Santino Magazzù, marito di Rosa Leone, e di Lhairu Warnakulasurya,, il collaboratore domestico di origine cingalese.
Nel corso delle operazioni sono stati recuperati diversi resti biologici, individuati non soltanto nell’area del crollo ma anche tra i detriti trasferiti nel parcheggio dello stadio San Filippo. Saranno ora gli accertamenti dei Carabinieri del Ris a stabilire a chi appartengano quei resti.
L’ipotesi è che possano ricondurre ai due dispersi, ma non si esclude che alcuni possano appartenere a vittime già recuperate. Due dei quattro corpi rinvenuti presentavano infatti evidenti segni di ustione.
Intanto prosegue anche l’inchiesta della Procura di Messina per fare luce sulle cause del crollo. Sono tre le persone indagate per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Si tratta di Alessandro Panarello, titolare del gruppo che stava per aprire un supermercato a pian terreno, Pasquale D’Alì, titolare di una ditta di lavori, e l’ingegnere che ha progettato il palazzo, Pietro Leone.
La prossima settimana potrebbero arrivare i primi riscontri. Gli accertamenti prenderanno il via dall’analisi dei telefoni degli indagati, per poi proseguire con il sopralluogo del pool di consulenti nominati dalla Procura di Messina.
Dopo l’esame della documentazione acquisita, i periti si concentreranno direttamente sull’area del crollo e sui materiali posti sotto sequestro. Un passaggio fondamentale per ricostruire la dinamica dei fatti e fare piena luce sulle cause che, lo scorso 30 luglio, hanno provocato la tragedia di Pistunina.





