MESSINA – A quasi un mese dal crollo di Pistunina l’inchiesta entra nel vivo degli accertamenti tecnici destinati a chiarire le cause della tragedia. Oggi il primo sopralluogo dei tre periti nominati dalla Procura di Messina, chiamati a verificare la stabilità dell’edificio e, soprattutto, a stabilire se i lavori di ristrutturazione in corso abbiano avuto un ruolo nel cedimento.
Tra le ipotesi investigative c’è quella secondo cui almeno due pilastri portanti possano essere stati manomessi. Un elemento che dovrà essere verificato attraverso l’analisi della struttura e dei materiali, ricostruendo anche le modalità con cui venivano eseguiti gli interventi al piano terra. Un cantiere che, secondo quanto emerso finora, non sarebbe stato comunicato agli enti competenti.
Ma l’inchiesta si muove anche su un altro fronte, quello degli accertamenti biologici. Nei laboratori dei Carabinieri del Ris sono iniziati gli esami su quattro reperti recuperati dopo il crollo: tre sono stati trovati direttamente sotto le macerie, mentre il quarto è stato rinvenuto nel parcheggio dello stadio San Filippo, dove erano stati trasferiti i detriti.
Dai reperti sarà estratto il Dna. Il confronto con i profili genetici dei familiari servirà a stabilire se i frammenti appartengano ai due dispersi, Santino Magazzù e Lairu, cittadino cingalese. Gli investigatori, tuttavia, non escludono che possano appartenere ad altre persone eventualmente presenti nell’edificio al momento del crollo. Per questo proseguono anche le verifiche sulla possibile presenza di lavoratori irregolari all’interno del cantiere.
Sono tre, intanto, le persone iscritte nel registro degli indagati: gli imprenditori Pasquale D’Alì e Alessandro Panarello e l’ingegnere Pietro Leone. Le accuse contestate sono di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele antinfortunistiche.
Un altro passaggio importante dell’inchiesta è fissato per il 4 settembre, quando saranno esaminati i telefoni sequestrati ai tre indagati. Messaggi, chiamate e comunicazioni potrebbero fornire nuovi elementi utili a ricostruire quanto accaduto nelle ore e nei giorni precedenti e successivi al crollo, costato la vita a sei persone.





