MESSINA – La morte della bambina palermitana per difterite riaccende i riflettori sulle vaccinazioni pediatriche in Sicilia e porta l’Asp ad accelerare sulle attività di recupero. Nel territorio messinese sono 543 i bambini che risultano inadempienti rispetto alle vaccinazioni esavalenti, che comprendono anche la protezione contro la difterite. Nel capoluogo la copertura si ferma a circa il 79 per cento, un dato che spinge l’Azienda sanitaria a concentrare proprio sulla città una parte importante delle nuove iniziative.

Per il direttore generale dell’Asp di Messina, Giuseppe Cuccì, la situazione richiede una risposta decisa. “La vaccinazione è l’unico elemento che ci permette di prevenire questi gravissimi casi patologici”, sottolinea, ricordando come la ricomparsa della difterite dopo circa trent’anni rappresenti un campanello d’allarme.

Il recupero dei bambini non vaccinati

L’Asp ha già completato un’attività di monitoraggio degli assistiti che non hanno effettuato le vaccinazioni previste. Ora partirà il contatto diretto con le famiglie. L’obiettivo è recuperare le vaccinazioni mancanti e riportare le coperture ai livelli necessari.

Saranno coinvolti anche pediatri di libera scelta e medici di famiglia, chiamati a sensibilizzare i genitori e a favorire le vaccinazioni eventualmente ancora da effettuare. Un ruolo che Cuccì considera fondamentale, soprattutto alla luce della diffusione di informazioni prive di basi scientifiche. “Medici che incitano a non praticare la vaccinazione sono fuori dalla storia”, afferma il manager dell’Asp, richiamando i professionisti al rispetto dei principi scientifici e delle linee guida nazionali e internazionali.

Per i genitori che non sottopongono i figli alle vaccinazioni, infatti, l’Asp procederà con la segnalazione al comune per l’applicazione della sanzione e, in caso di rifiuto, anche alla Procura. Per i medici no vax che dovessero scoraggiare le vaccinazioni, invece, è prevista la segnalazione all’ordine dei medici.

Ma la strategia dell’Asp non si fermerà alle convocazioni. Per raggiungere più facilmente le famiglie saranno utilizzati anche i motorhome, con attività di vaccinazione di prossimità nei diversi territori, prestando particolare attenzione alle fasce più fragili. Ai soggetti ancora da vaccinare potranno essere fissati direttamente data e sede dell’appuntamento, così da rendere più semplice il recupero delle dosi.

Messina fanalino di coda

Il problema riguarda soprattutto il capoluogo. In provincia, infatti, non mancano realtà con percentuali decisamente più alte. Tra queste Sant’Agata di Militello, indicata da Cuccì come “esempio virtuoso per la risposta alle campagne vaccinali“. L’Asp punta quindi a intervenire soprattutto laddove le coperture sono più basse, attraverso un mix di monitoraggio, sensibilizzazione, coinvolgimento dei medici e vaccinazioni direttamente sul territorio.

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