Trenta giorni dopo il crollo di Pistunina, Messina torna a fermarsi per ricordare le vittime e chi ancora manca all’appello. In via Giorgio La Pira un momento di raccoglimento organizzato con il contributo di Amalia Ferro, alla presenza di diverse realtà sociali e di Rinascita Messina, guidata da Gaetano Sciacca.
Tra i presenti, soprattutto, la famiglia di Lhairu Warnakulasuriya, il cittadino cingalese ancora disperso tra le macerie. Lhairu era arrivato a Messina nel 2005. Moglie e figlie lo avevano raggiunto nel 2019. Due ragazze, oggi di 14 e 21 anni, per le quali aveva scelto di costruire in Italia un futuro migliore.
La famiglia ha perso anche la casa: abitava nell’edificio adiacente a quello crollato, oggi sotto sequestro, ed è alla ricerca di una nuova sistemazione. Intanto si attende l’esito degli accertamenti dei carabinieri del Ris sui resti recuperati dalle macerie per stabilirne l’identità. E restano ancora da chiarire le cause del crollo e le eventuali responsabilità.
Il 4 settembre, con l’esame dei telefoni degli indagati, potrebbero emergere nuovi elementi utili all’inchiesta. A trenta giorni dalla tragedia, restano aperti gli interrogativi sulle cause del crollo e sulle eventuali responsabilità. Toccherà ora alle indagini ricostruire quanto accaduto.
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@ilnotiziariomessinese A trenta giorni dal crollo di Pistunina, Messina si ferma per ricordare le vittime e chi ancora manca all’appello. Tra loro Lhairu Warnakulasuriya, ancora disperso tra le macerie. La sua famiglia, presente al momento di raccoglimento in via Giorgio La Pira, continua ad attendere risposte. Restano il dolore, le domande e un’inchiesta chiamata a fare luce sulle cause del crollo e sulle eventuali responsabilità. #ilnotiziariomessinese #quotidianomessinese





