MESSINA – A seguito della temporanea chiusura del Pronto Soccorso dell’Ospedale Piemonte, Ugl evidenzia la centralità delle Case della Comunità e la necessità di un potenziamento effettivo della rete sanitaria territoriale.

“L’attenzione che in questi giorni viene dedicata ai Pronto Soccorso è certamente positiva – affermano Fabrizio Denaro, Segretario Provinciale UGL Salute Messina, Tonino Sciotto, Segretario UGL-UTL Messina, e Andrea Ficarra, Segretario Aziendale UGL Salute dell’AOU “G. Martino” – anche se talvolta accompagnata da sterili polemiche che poco hanno a che fare con il concreto funzionamento dei servizi. Questa situazione dovrebbe invece rappresentare l’occasione per ragionare sulle criticità esistenti e soprattutto sulle possibili soluzioni”.

Il sovraccarico dei Pronto Soccorso rappresenta, infatti, una difficoltà quotidiana per il sistema sanitario e soprattutto per gli operatori, chiamati a gestire un flusso continuo di pazienti con organici spesso limitati.

“La discussione non può fermarsi alla gestione della singola emergenza – sottolinea Denaro –. Dobbiamo chiederci come costruire una sanità capace di rispondere meglio ai bisogni delle persone. Gli investimenti realizzati sulla sanità territoriale rappresentano un’opportunità che dobbiamo utilizzare fino in fondo, creando un sistema nel quale ospedale e territorio non siano due realtà separate, ma parti dello stesso percorso assistenziale».

Su questo aspetto interviene Ficarra, richiamando le ricadute organizzative che il sovraffollamento determina all’interno degli ospedali: “Quando agli accessi realmente urgenti si aggiungono quelli che potrebbero trovare una risposta più appropriata sul territorio, aumentano inevitabilmente i carichi di lavoro di medici, infermieri e operatori e si allungano i tempi di attesa. Occorre costruire nuovi percorsi assistenziali realmente integrati tra rete ospedaliera e territoriale, superando alcuni dei limiti dell’attuale organizzazione. Buoni modelli organizzativi, accompagnati da un utilizzo intelligente delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale, possono aiutarci a governare meglio i flussi, indirizzare i bisogni verso il livello assistenziale più appropriato e utilizzare in maniera più efficace le risorse disponibili”.

È proprio all’interno di questo modello che, secondo la UGL Salute, le Case della Comunità devono diventare punti di riferimento reali per la popolazione, garantendo sul territorio la presa in carico dei bisogni sanitari che non richiedono necessariamente il ricorso al Pronto Soccorso.

“Non basta però aprire nuove strutture e dotarle di personale – evidenzia Sciotto –. Bisogna anche “popolarle” di cittadini. Le persone devono sapere che questi servizi esistono, dove si trovano, cosa offrono e come utilizzarli. Altrimenti rischiamo di investire sulla sanità territoriale senza riuscire a modificare realmente le modalità con cui i cittadini accedono al sistema sanitario”.

Da qui la proposta di avviare una forte e capillare campagna informativa in tutta la provincia di Messina, coinvolgendo Aziende sanitarie, medici di medicina generale e istituzioni locali e spiegando in maniera semplice dove si trovano le Case della Comunità, quali servizi garantiscono, gli orari e le modalità di accesso e per quali esigenze possono rappresentare una risposta appropriata rispetto al Pronto Soccorso.

Far conoscere e utilizzare le Case della Comunità, integrandole realmente con la rete ospedaliera, significa avvicinare la sanità ai cittadini, ridurre gli accessi inappropriati e contribuire ad alleggerire i Pronto Soccorso e il lavoro degli operatori”, concludono Denaro, Sciotto e Ficarra.