MESSINA – Si è concluso ieri, nell’ambito di Expo Arte dei Due Mari, promossa da Gianfranco Pistorio e Stefania Arcidiacono, l’intenso ciclo di iniziative organizzate dalla Sezione Architettura guidata dall’arch. Michele Palamara, curatore e coordinatore scientifico dell’iniziativa, e dall’Ordine degli Architetti.
Il bilancio finale registra un successo straordinario, andato ben oltre le più rosee aspettative della vigilia, sia per l’ampia risposta della comunità dei progettisti di tutta Italia, sia per l’elevato livello delle proposte e il forte valore culturale ed estetico delle location selezionate. Al centro del programma c’è stata la Call for Projects “Oltre il fronte 2026”, nata per sollecitare visioni capaci di trasformare i confini urbani in membrane permeabili e rigenerative.
L’iniziativa, promossa e organizzata da Expo Arte dei Due Mari con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Messina e della Fondazione Architetti nel Mediterraneo, ha raccolto una risposta corale inviando un segnale forte: ben 62 studi di architettura da ogni parte d’Italia hanno candidato i propri lavori. Tra le proposte pervenute, la giuria di altissimo profilo – presieduta dall’architetta e professoressa Guendalina Salimei (già curatrice del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2025) e composta dagli architetti Pino Falzea e Claudio Lucchesi – ha selezionato i 21 progetti più significativi per aderenza concettuale e innovazione formale.
Gli esiti della selezione sono stati svelati lo scorso 12 ottobre durante un evento di grande suggestione tenutosi a bordo della Nave Elio, organizzato dall’Ordine degli Architetti all’interno della cornice di Expo Arte dei Due Mari. L’appuntamento, presentato e moderato da Michele Palamara e reso possibile grazie alla cura logistica e organizzativa condivisa con l’architetto Francesco Walter Pidalà, ha ospitato la partecipatissima Lectio Magistralis di Guendalina Salimei, intitolata “Forme della permanenza. Architettura, trasformazione e interpretazione dell’esistente”, incentrata sul valore etico, sociale e civile del fare architettura oggi.
La fase espositiva ha poi trovato la sua ideale collocazione all’interno della chiesa di Santa Maria Alemanna, il più insigne esempio di architettura gotica continentale in Sicilia. La mostra dei 21 progetti selezionati si è chiusa ieri registrando una presenza costante e numerosa di cittadini, professionisti e turisti, a dimostrazione di quanto il dibattito sulla qualità dello spazio pubblico e del paesaggio sia un tema fortemente sentito dalla collettività.
L’eccellente riscontro di pubblico e di critica conferma come la sinergia tra Expo Arte dei Due Mari, l’Ordine degli Architetti e le istituzioni possa trasformarsi in un reale propulsore di crescita sociale, urbana e culturale per l’area dello Stretto e non solo. “Il successo di questo percorso – ha detto l’arch. Palamara – a partire dalla straordinaria partecipazione ottenuta dalla Call fino all’afflusso di visitatori alla mostra di Santa Maria Alemanna, dimostra la vitalità del nostro settore e il desiderio diffuso di una progettualità di alta qualità. Inoltre l’architettura ha riaffermato la sua capacità di dialogare con la memoria dei luoghi per tracciare reali prospettive di futuro”.





