Il giornalista e videomaker messinese Matteo Arrigo è stato recentemente ospite al Senato, dove ha avuto l’opportunità di presentare un video nato dieci anni fa durante il suo primo viaggio in Palestina nei territori occupati. Un progetto che, pur risalendo a un decennio fa, torna di attualità in un momento delicato per la regione. “È stato un piacere proporlo al Senato e rivederlo dopo dieci anni. Abbiamo capito che un video di dieci anni può essere ancora attuale, purtroppo considerando anche che la situazione in Palestina è peggiorata“, racconta il giornalista.

L’invito è arrivato dalla senatrice (M5S) Barbara Floridia, che ha voluto portare all’attenzione dei presenti il reportage e il messaggio che ancora oggi trasmette.

“Cerco di lasciare sempre un messaggio”

Matteo spiega il suo approccio al giornalismo e al videomaking: “Io cerco, attraverso le storie degli altri, di lasciare sempre un messaggio. Nei miei video c’è sempre un risvolto sociale, qualcosa che possa far riflettere“. Partendo da tradizioni scomparse, feste religiose e folklore, ha inoltre collaborato con il Bambin Gesù di Taormina, trovandosi in contesti particolari in cui le storie delle persone diventano veicolo di riflessione e sensibilizzazione.

Tra i suoi reportage più impegnativi spicca quello al campo base dell’Everest: “Il messaggio che è venuto fuori è superare le difficoltà, fisiche ed emotive“. Mentre, tra quelli più difficili, quello in Libia nel 2020, durante la guerra civile. Qui ha realizzato “Nel nome del padre” raccontando la storia di un giovane che aveva perso il padre, passato dalle file di Gheddafi a quelle dei ribelli, ucciso da mani amiche: “È stato complesso entrare in contatto con le persone, ma è venuto fuori un racconto intenso e commovente”, conclude.