SALINA – Ha preso il via la XV edizione del MareFestival Premio Troisi 2026, che anche quest’anno trasforma l’isola eoliana in un palcoscenico che riunisce i protagonisti del cinema e dello spettacolo in un programma dedicato alla memoria di Massimo Troisi.
Tra i protagonisti della serata inaugurale, il regista Marco Risi, le attrici Chiara Francini, Aurora Quattrocchi, Corinne Cléry, gli attori Vincenzo Ferrera, Vincenzo De Lucia e la controfigura de “Il Postino”, Gerardo Ferrara e l’immancabile madrina del festival Maria Grazia Cucinotta.
Il ritorno di Maria Grazia Cucinotta
La manifestazione, che da quindici anni celebra il cinema e la cultura nell’isola eoliana, gode della presenza di Maria Grazia Cucinotta, storica madrina del festival e protagonista de “Il Postino”. L’attrice è ritornata a Salina dopo trent’anni. Un ritorno atteso e ricco di significato, a distanza del quale il legame con l’isola non si è mai affievolito: per lei, Salina è rimasta un luogo indissolubilmente legato alla sua anima e, ancora oggi, rappresenta una sorta di casa in cui tornare sempre, indipendentemente dal tempo trascorso.
“Sono passati trent’anni dalla prima volta che ho messo piede su quest’isola per girare ‘Il Postino’ – ha detto l’attrice -. Salina mi ha fatto sentire subito a casa e mi ha dato la possibilità di realizzare il mio sogno. Per questo continuare a festeggiare Massimo Troisi attraverso questo premio è così importante”.
Cucinotta ha inoltre ricordato il grande artista napoletano conosciuto durante le riprese del film, soffermandosi sul messaggio lasciato da Massimo Troisi, che ancora ad oggi conserva una forte attualità, capace di parlare a generazioni diverse: “Massimo aveva capito che la cultura e la bellezza possono davvero cambiare la vita delle persone. Era questo il cuore del film e continua ancora oggi a emozionare intere generazioni“.
L’energia di Chiara Francini
Attrice, scrittrice e uno dei volti più autentici dello spettacolo italiano contemporaneo, Chiara Francini si è affermata nel panorama artistico nazionale attraverso una carriera che unisce cinema, televisione, scrittura e teatro.
L’artista, che ha anche ricoperto il ruolo di co-conduttrice del festival di Sanremo 2023 al fianco di Amadeus e Gianni Morandi, si è affermata nel cinema e nelle fiction televisive grazie ad interpretazioni di vario genere. Tra le produzioni più note figurano “Una moglie bellissima”, “Maschi contro femmine”, “Tutti pazzi per amore”, “Non dirlo al mio capo”, “Purché finisca bene”.
Francini, che è stata premiata al MareFestival Salina 2026, ha arricchito la manifestazione portando sul palco la sua personalità, caratterizzata da ironia e spontaneità.
“Sicuramente Troisi aveva una grande capacità che era quella di restituire la vita nella sua complessità, con le sue pause – dichiara l’attrice – Ecco, fare bene la commedia non significa non far riflettere, far bene la commedia significa soprattutto restituire la realtà con la malinconia nel momento in cui fai ridere. Il personaggio di Troisi era divertente, ma era anche molto malinconico, a volte perché è il sentimento dei sentimenti, quindi non puoi restituire una complessità se non dai tutte quelle che sono le sfumature.”
Nel ricordare l’attore napoletano Massimo Troisi, figura al centro dell’intera manifestazione, Chiara Francini ha sottolineato la sua capacità di coniugare ironia e malinconia, tratti distintivi che lo hanno reso unico ed indimenticabile. “Troisi – prosegue Chiara Francini – faceva ridere, ma era anche profondamente intriso di malinconia che non è un sentimento differente dalla tristezza. Secondo me la malinconia è anche quella capacità di vedere necessariamente il bello in ciò che non brilla apparentemente”.
Non è mancato, inoltre, un pensiero rivolto ai luoghi delle Isole Eolie: “Le isole Eolie sono dei luoghi molto belli, dove si racconta in maniera più profonda e più viva la composizione delle anime. L’isola è un un luogo appartato, nel quale c’è la possibilità di raccontare delle dinamiche diverse di quelle che si possono svolgere in una città”, conclude l’attrice.
Marco Risi arriva al MareFestival
Il regista, che si è avvicinato al grande cinema con opere come “Soldati 365 giorni all’alba”, “Mery per sempre”, “Ragazzi fuori”, “Il Branco e Il muro”, ha proseguito la sua carriera altalenando film biografici come “Fortapàsc” con il compianto Libero De Rienzo e “Maradona – La mano de Dios” a generi più grotteschi come “L’ultimo Capodanno” fino ad arrivare alla fiction su Bernardo Provenzano, “L’ultimo padrino”.
Marco Risi, ricordando il celebre film “Mery per sempre”, ha commentato la situazione delle carceri italiane: “Non frequento abitualmente le carceri italiane, soprattutto gli istituti di pena per i minori. Non so se è cambiata o migliorata la situazione da quando ho ambientato lì uno dei miei film. Bisognerebbe tuttavia, cambiare la mentalità di chi li gestisce in particolare nelle carceri minorili, e fare in modo che non si arrivi a punizioni drastiche perché si rischiano di creare nuovi delinquenti più che nuovi cittadini”.
Il regista, che è stato premiato durante la prima serata della quindicesima edizione del MareFestival, ha aggiunto una riflessione sulla crisi del settore cinematografico raccontando che: “Il cinema, da quanto mi ricordo, è sempre stato in crisi, anche quando ero ragazzino mio padre già lo diceva nonostante si facessero 250 film all’anno. Se ne fanno molti anche adesso, ma sono in crisi le sale cinematografiche e sono destinate ad avere una fine, perché la gente va sempre di meno al cinema e vede solo certi film che magari hanno a successo e ci si illude. Ma la maggior parte dei film fanno fatica ad affermarsi, ad esempio di recente è successo anche al film di Spielberg che fatica ad avere successo”.
Risi si è lasciato andare ai ricordi, ripensando ai primi momenti in cui rimase affascinato dalla terra siciliana, che gli permisero di sviluppare un profondo legame con i luoghi della regione: “Sono innamorato – conclude – della Sicilia da quando sono venuto in occasione delle registrazioni del film “Mery per sempre”. Da quel momento, ho sentito subito il richiamo della terra, come se sentissi le radici del mondo, anche le mie”.
L’attesa per i prossimi appuntamenti
Cresce l’attesa per le serate di sabato 13 giugno e domenica 14 giugno, durante le quali proseguirà la consegna dei riconoscimenti nell’ambito dei Premi Troisi 2026 e aumenta l’emozione per la serata conclusiva, che chiuderà ufficialmente la manifestazione riportando al centro dell’attenzione l’omaggio a Massimo Troisi, figura ispiratrice dell’intero evento.
La chiusura sarà affidata alla messa in scena de “Il Postino” a cura della compagnia Tabula Rasa. Un cerchio che si apre e si chiude nel segno dell’attore, a suggello di un’iniziativa che ne rinnova ogni anno la memoria artistica.





