Basta pochissimo tempo perché un animale domestico sfrutti la giusta occasione per allontanarsi dall’abitazione dei padroni. Non serve una fuga pianificata nel dettaglio, ma spesso, basta un secondo di normalità: un cancello che si apre nel momento sbagliato o una porta lasciata aperta, sono questi i semplici frammenti di vita quotidiana che cani e gatti sfruttano per allontanarsi. Un attimo di distrazione che, ormai, si ripete nella normalità delle giornate domestiche e ciò che nasce come una semplice svista si trasforma in un’assenza che attiva ore di ricerca, fatte di apprensione e speranza.
L’analisi effettuata
Un’approfondita analisi effettuata da Kippy su svariati pet, ovvero dispositivi di monitoraggio per gli animali domestici attivi in Europa tra marzo e maggio 2026, evidenzia oltre 4.ooo episodi di allontanamento. Più della metà di questi casi si verifica in Italia, successivamente seguita dalla Francia e infine dalla Germania.
In Italia, luogo in cui si verificano la maggior parte delle fughe, il fenomeno si concentra nelle zone del Nord con una concentrazione dei casi in Veneto, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria. Italia e Francia insieme rappresentano circa l’80% degli episodi monitorati in Europa, un dato legato ai modi di vivere di italiani e francesi che prediligono ambienti con spazi esterni e che godono di un clima mediterraneo favorevole.
I dati ottenuti dallo studio
Si tratta di dati che dimostrano un fenomeno spesso sottovalutato e che fanno comprendere che ad incidere non sarebbero tanto fattori come età o sesso dell’animale, quanto piuttosto il suo stile di vita quotidiano.
Infatti, gli animali che vivono prevalentemente all’esterno delle abitazioni mostrano una frequenza di allontanamento più alta rispetto a quelli che risiedono all’interno degli appartamenti. Nei dati analizzati, è stato osservato che tale divario arriva fino a tre volte in più di segnalazioni.
Differenze evidenti possono essere osservate anche in base alla taglia e alla specie degli amici a quattro zampe :
- Animali di dimensioni medio-grandi tendono a far registrare episodi più frequenti rispetto agli esemplari più piccoli, ovvero quelli sotto i cinque chili;
- I cani risultano più inclini a oltrepassare i confini domestici rispetto ai gatti, con una percentuale superiore al 43%. Differenza che, spesso, viene ricondotta all’animo irrequieto nello gestire la complessità dello spazio a disposizione.
Stile di vita
Gli esperti del settore evidenziano come la differenza decisiva risieda soprattutto nell’ambiente in cui l’animale vive e cresce ogni giorno: abitudini e libertà di movimento ne influenzano significativamente il comportamento.
Secondo quanto riportato da Ansa, Iacopo Buccarelli, Brand Reputation, PR & Retention Manager di Kippy, ha spiegato che: “Più che la specie o l’età, abbiamo visto che ciò che influisce di più sulle fughe è come vive l’animale ogni giorno. Un cane di taglia grande che vive in giardino ha istinto, abitudini e accesso fisico completamente diversi da un cane piccolo di appartamento. Il senso della tecnologia applicata ai pet non è la sorveglianza passiva, ma quella che definiamo ‘libertà controllata’: lasciare all’animale lo spazio per esprimere la propria natura, dando al proprietario la serenità di un segnale immediato se qualcosa esce dalla norma”.
Inoltre, l’attenzione si è focalizzata anche sulle razze, infatti risulta una maggiore propensione all’allontanamento tra cani da lavoro o da pastore come Border Collie, Jack Russell e Siberian Husky, mentre tra i gatti emergono Siamese e Maine Coon.
Sul fronte temporale, al contrario di quanto si possa pensare, il dinamica avviene nelle ore diurne. Solo il 7% degli episodi si verifica tra le ore 22 e le 6 del mattino. Per il resto dei casi, i picchi si registrano soprattutto di giorno, in particolare alle 8 del mattino e all’ora di pranzo, con una maggiore incidenza il martedì, momento in cui la vita dei familiari si concentra sugli impegni lavorativi e in cui si rischia un abbassamento dell’attenzione nei confronti dei propri animali domestici.
Come affrontare l’emergenza
In caso di smarrimento, le prime ore sono considerate decisive. Si raccomanda di evitare richiami eccessivi caratterizzati da urli e inseguimenti che, anche se attuati con le migliori intenzioni, potrebbero correre il rischio di aumentare ancora di più la distanza dell’animali. L’unica modalità efficace da attuare è, invece, individuare l’ultima posizione di avvistamento cosi da concentrare proprio in quella posizione le ricerche, lasciando sul luogo degli oggetti familiari per favorire l’orientamento olfattivo.
Infine, riveste un ruolo fondamentale l’attivazione immediata della rete locale che comprende canili, gattili e veterinari. Come sottolinea Iacopo Buccarelli ad Ansa: “La sicurezza di un animale poggia sempre su strumenti che si rinforzano a vicenda: il microchip, obbligatorio per legge e riferimento anagrafico, magari una medaglietta con qr code, che permette a chiunque ritrovi l’animale di risalire subito al proprietario senza dover passare da un veterinario, e il gps, che aiuta a intervenire prima che la fuga diventi smarrimento. Sono strumenti complementari, e la direzione del nostro lavoro è integrarli in un unico sistema”.





