MESSINA – Una svolta concreta e attesa per la sanità della provincia di Messina. Questa mattina l’Azienda Sanitaria Provinciale ha tagliato il nastro a due ospedali di comunità nella Cittadella Sanitaria e a tre Case della Comunità Hub, distribuite tra la Cittadella stessa, via del Vespro e Pistunina. All’inaugurazione dei nuovi presidi – finanziati con i fondi del Pnrr (Missione 6 Salute) per una superficie totale di circa 3.000 metri quadri – erano presenti la Direzione Strategica dell’Asp di Messina, l’assessore comunale alle politiche sociali Alessandra Calafiore, oltre a deputati regionali, nazionali e numerose autorità civili, religiose e militari.
Un traguardo di grandissimo rilievo per tutto il comprensorio, come ha spiegato con soddisfazione il Direttore Generale dell’Asp di Messina, Giuseppe Cuccì: “Rappresenta il raggiungimento di un obiettivo che ci era stato assegnato che era quello, appunto, della realizzazione fisica di queste strutture”, ha sottolineato.
E prosegue: “Qui noi stiamo costituendo una rete territoriale molto valida, molto attiva e presente attraverso le tre case di comunità che sono suddivise all’interno del territorio cittadino. I due ospedali di comunità, che diventano la medicina di prossimità vicino alla gente, erogheranno servizi territoriali molto importanti con figure innovative. E non dimentichiamoci l’aggregazione dei medici di medicina generale, la presenza dell’infermiere di famiglia e la presenza anche del punto unico di accesso, con l’assistente sociale che è pronto a prendere in carico anche problematiche di tipo sociale. Lo psicologo delle cure primarie è anche qui una figura innovativa che l’Asp di Messina è stata la prima ad aver inserito nelle strutture”.
L’attenzione alla salute mentale e al benessere psicologico emerge come uno dei tratti distintivi dell’azienda sanitaria messinese. Una scelta fortemente rivendicata dallo stesso Cuccì: “Riteniamo che questa figura sia importantissima e, devo dire, è veramente un vanto. Anche con l’aiuto prezioso della responsabile del servizio di Psicologia dell’Asp, la dottoressa Santisi, siamo riusciti a essere i primi a contrattualizzarla a livello regionale. Tenga conto che altre Asp stanno immettendo adesso gli psicologi. Noi abbiamo iniziato tre mesi fa”.
Il rischio, visti i cambiamenti, è quello che tra i cittadini si possa creare un po’ di confusione nel distinguere i ruoli di guardia medica, pronto soccorso, case e ospedali di comunità. Per questo motivo, il Direttore Generale ha voluto fare chiarezza sulla reale funzione di questi presidi di prossimità: “La Casa di comunità è il punto d’accesso dell’utente al servizio sanitario. Saranno aperte 24h le case di comunità della città, perché all’interno contengono anche la presenza delle guardie mediche; quindi, ci sarà la guardia medica. C’è poi la Aft, che sono le aggregazioni di medici di medicina generale e di famiglia, e poi ci sarà la diagnostica, il punto prelievi, il punto unico d’accesso che permetterà anche di prendere in carico problematiche di tipo sociale e, ovviamente, una capacità proattiva che permette al nostro operatore di uscire fuori dalla struttura e andare a casa dell’utente per problematiche di tipo sanitario che possono essere prese in carico proprio a domicilio“.
Dal punto di vista tecnico e organizzativo, i due ospedali di comunità metteranno a disposizione due moduli da 20 posti letto ciascuno: si tratta di strutture a degenza breve e a gestione prevalentemente infermieristica, pensate per accogliere – tramite la Centrale Operativa Territoriale (Cot) – pazienti con patologie croniche riacutizzate o acuzie minori che non hanno un ambiente familiare o domestico idoneo alla convalescenza.
Le Case della Comunità Hub offriranno, invece, un approccio multidisciplinare integrato, diviso in tre grandi macro-aree:
- Assistenza di prossimità (con servizi medici e infermieristici H12 o H24 e sportelli sociali);
- Cure primarie (con medici di base, pediatri, infermieri di famiglia e l’equipe psicologica);
- Area specialistica e diagnostica di base per esami e prelievi.
Un modello a rete che promette di cambiare il volto della sanità messinese, riducendo i ricoveri impropri e azzerando le distanze tra i cittadini e il diritto alla cura.
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