MESSINA – Lacrime, silenzio e una distesa di fiori bianchi. Messina ha dato l’ultimo saluto a Giulia Scimone, la sedicenne che ha perso la vita nel tragico incidente stradale a Torre Faro. La Cattedrale era gremita di giovani, amici e compagni del liceo “Seguenza”, l’istituto frequentato dalla ragazza.

Sul davanti la scritta “Giulia vive x sempre”, sul retro “Sei immensamente Giulia”: sono le parole stampate sulle magliette bianche indossate dagli amici più stretti, stretti in un dolore straziante insieme a tutta la comunità.

Non ci sono parole per descrivere il dolore per la perdita così improvvisa, violenta e insensata della vostra Giulia”, ha detto durante la messa padre Antonello Angemi, rivolgendosi ai genitori della sedicenne.

Giulia vive perché vive in Dio”, ha aggiunto. “E Giulia è viva, più di quanti siamo qui. Lei è più viva di noi. Giulia è viva, ma non sta in silenzio: sta parlando, anzi, sta gridando. E la cosa che sta dicendo è questa: la mia morte non deve essere inutile. Con i suoi sedici anni aveva il diritto di vivere: aveva i suoi sogni, i suoi desideri. E tutto si è infranto su una strada, travolta e uccisa senza pietà. La morte di Giulia non può rimanere nel silenzio, ma deve gridare perché ha tanto da dire. Giulia sta parlando a chi scherza con la vita: non si può morire in strada perché qualcuno ha agito in maniera criminale”.

Il sacerdote ha poi proseguito: “Giulia grida e parla a tutti i giovani e agli adolescenti e dice: amate la vita, rispettate la vita, non scherzate con la vita. La voce di Giulia è un grido anche per coloro che dovrebbero controllare la sicurezza delle nostre strade, soprattutto dopo le molteplici denunce rimaste inascoltate. La morte di Giulia non può rimanere in silenzio”.

Nel suo ultimo tema Giulia aveva raccontato la sua più grande passione, quella per i cavalli: “Desidero con tutto il mio cuore diventare un’amazzone”. Un sogno che oggi si è spezzato per sempre.

Alla fine della messa, la famiglia ha ringraziato tutti i presenti: “Questo conforto ci aiuta ad andare avanti”.

All’uscita, sulle note di “Dedicato a te” delle Vibrazioni, sono stati lanciati palloncini bianchi tra un lungo applauso e un ultimo, commosso saluto.

Alle esequie, per testimoniare la vicinanza delle istituzioni e della cittadinanza alla famiglia, hanno preso parte anche il sindaco Federico Basile, l’assessore Massimo Finocchiaro, la rettrice dell’Ateneo Giovanna Spatari e la senatrice Dafne Musolino.

La dinamica dell’incidente

La tragedia si è consumata nella notte tra il 28 e il 29 giugno in via Circuito, a Torre Faro. Secondo le prime ricostruzioni il diciannovenne A.M., alla guida di un motociclo, ha effettuato un’impennata – come emerso dalle immagini delle numerose telecamere presenti in zona – perdendo il controllo del mezzo e travolgendo in pieno la giovane mentre attraversava la strada.

Nell’impatto, il diciannovenne ha riportato ferite non gravi. Per Giulia, invece, lo scontro è stato fatale: soccorsa sul posto da alcuni presenti e dal personale del 118, è deceduta durante il trasporto d’urgenza verso l’ospedale Papardo.

Il conducente della moto, inizialmente ai domiciliari, è stato trasferito in carcere: il Gip ha aggravato la misura cautelare e riqualificato l’accusa in omicidio volontario. A pesare sulla decisione sono stati anche i numerosi video emersi sui canali social nei quali il giovane si riprendeva abitualmente a “impennare” ad alta velocità su strade pubbliche e in autostrada.