MESSINA – La prevenzione è il primo strumento di salvataggio: è questo il messaggio lanciato dall’evento organizzato sul litorale di Santa Margherita in occasione del World Drowning Prevention Day, la Giornata mondiale per la prevenzione dell’annegamento istituita nel 2021 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Messina, città insignita della Bandiera Blu per il secondo anno consecutivo, ha aderito all’iniziativa nazionale “Bandiera Blu: al mare in sicurezza”, promossa dalla Fondazione Fee Italia e organizzata in contemporanea nelle oltre 250 località Bandiera Blu italiane.
Un pomeriggio dedicato alla cultura della sicurezza con dimostrazioni di soccorso in mare, spiegazioni sull’ordinanza balneare, laboratori per bambini, attività sportive e momenti di confronto con gli operatori impegnati ogni giorno nella tutela dei bagnanti. L’obiettivo è chiaro: far comprendere che il mare è un patrimonio da vivere, ma senza sottovalutarne i rischi.
“Il rispetto delle regole è fondamentale”
Ad aprire l’evento il sindaco Federico Basile: “Oltre 250 città italiane, tra cui Messina, hanno aderito a questa giornata dedicata al salvamento. Significa prevenzione, informazione e sicurezza perché il mare, che ci serve per rilassarci, deve essere vissuto con consapevolezza. Fino a un paio di anni fa questa città non sapeva nemmeno cosa fosse la Bandiera Blu. Oggi, per il secondo anno consecutivo, otteniamo questo importante riconoscimento non solo per la qualità delle acque, ma anche per i servizi”.
Prosegue il sindaco: “Pensiamo alle torrette di salvamento: qualche anno fa non c’erano e forse non si comprendeva nemmeno quale fosse la loro funzione. Oggi le spiagge sono molto più attrezzate e stiamo facendo passi avanti importanti. Certo, vorremmo non doverle utilizzare mai, perché dovrebbero servire soltanto come presidio di controllo e mai per intervenire in situazioni di emergenza. Alcuni interventi in questi anni, però, ci sono stati e questo dimostra quanto siano importanti. Dobbiamo imparare a vivere il mare nel modo corretto. Questa giornata serve proprio a sensibilizzare sul valore del salvamento e sulla sicurezza. Il rispetto delle regole è fondamentale”.
“Un grande risultato per Messina”
Un concetto ribadito anche da Sergio Naccari, delegato della Federazione Italiana Nuoto – Sezione Salvamento, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle famiglie e sull’importanza dell’educazione: “Bisogna prevenire. I ragazzi devono essere sempre sorvegliati, soprattutto dai genitori. Occorre fare attenzione alle correnti, evitare di allontanarsi dalle aree sorvegliate dagli assistenti bagnanti e rispettare tutte le disposizioni contenute nell’Ordinanza balneare. È importante anche seguire le corrette abitudini prima di entrare in acqua. La prevenzione serve proprio a evitare che si trasformino in tragedie situazioni che possono essere affrontate con comportamenti responsabili”.
E ancora: “La Bandiera Blu rappresenta un grande risultato per Messina. Il comune ha investito nelle torrette di salvamento anche sulle spiagge libere e oggi diversi chilometri di costa sono sorvegliati grazie alla collaborazione con la Federazione Italiana Nuoto. È un servizio destinato a crescere. C’è poi un altro tema fondamentale: insegnare ai bambini a nuotare fin da piccoli. Bisogna continuare a investire su progetti nelle scuole e accompagnare i ragazzi in piscina, perché imparare a nuotare significa anche imparare a proteggersi”.
“La sicurezza dei bagnanti dipende anche da noi”
Per il comandante della Capitaneria di Porto, Antonio Leto, la sicurezza passa anche dall’informazione: “Sono regole che sia gli operatori del salvamento sia i bagnanti dovrebbero conoscere e applicare con buon senso. Molto spesso lungo le spiagge ci sono cartelli che segnalano i pericoli legati alla balneazione o a determinate zone di mare. L’attenzione del bagnante deve essere rivolta proprio a quelle indicazioni, perché segnalano tutti i rischi che possono presentarsi. Sullo sfondo abbiamo la nostra vedetta di soccorso, utilizzata negli interventi più importanti. Nella maggior parte dei casi vengono effettuati soccorsi di prossimità dagli assistenti bagnanti; quando necessario interveniamo anche noi per supportare le operazioni e cercare di portare a termine il salvataggio”.
Gli assistenti bagnanti hanno poi effettuato una dimostrazione pratica in mare, mostrando ai presenti le principali tecniche di soccorso attraverso la simulazione di due interventi: uno con il baywatch e uno con il pattino di salvataggio. L’assistente bagnante Christian Pisana ha illustrato le modalità operative: “La prima regola è non mettere mai in pericolo se stessi. A seconda della distanza del pericolante si interviene con il pattino di salvataggio oppure con il baywatch e il salvagente. Una volta raggiunta la persona, la si mette in sicurezza e la si riporta a riva, dove vengono valutate le sue condizioni. Fortunatamente non mi è ancora capitato di effettuare un salvataggio reale. Il nostro lavoro consiste soprattutto nella sorveglianza continua. Non possiamo distrarci nemmeno per un momento, perché la sicurezza dei bagnanti dipende anche da noi, dalla nostra attenzione”.
E conclude: “Il consiglio che mi sento di dare è semplice: andate al mare, divertitevi, ma usate sempre la testa”.
Un’occasione importante, quindi, per ricordare che la prevenzione degli annegamenti non passa soltanto dai soccorsi, ma soprattutto dai comportamenti quotidiani: rispettare la segnaletica, scegliere aree sorvegliate, ascoltare gli assistenti bagnanti e, soprattutto, non sottovalutare mai il mare.





