Un nuovo percorso per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica prende forma a Messina. Nei giorni scorsi il Dipartimento di Salute Mentale dell’Asp di Messina, d’intesa con la Direzione Strategica dell’azienda sanitaria, e la Direzione Provinciale dell’Agenzia per l’Impiego hanno incontrato le associazioni del Terzo Settore che operano nell’ambito della salute mentale per avviare un confronto sui percorsi legati al Budget di Salute e alla nuova normativa regionale.

L’incontro, promosso dal Dipartimento diretto dal dott. Giuseppe Rao, ha avuto l’obiettivo di concertare e pianificare le procedure necessarie per trasformare le nuove disposizioni in strumenti concreti di inclusione lavorativa e sociale.

La nuova legge regionale e la quota riservata

Al centro del confronto la legge regionale 27 maggio 2026 n. 12, che introduce misure specifiche per favorire l’accesso al lavoro delle persone con disabilità psichica. La norma stabilisce che la Regione, gli enti pubblici regionali, le società partecipate e gli enti locali destinino ai disabili psichici almeno il 15 per cento della quota di riserva prevista dalla legge 12 marzo 1999 n. 68 per l’avviamento al lavoro.

L’applicazione della norma sarà accompagnata dalla stipula di convenzioni che dovranno prevedere programmi di inserimento lavorativo personalizzati, parte integrante dei progetti riabilitativi individualizzati predisposti dal Dipartimento di Salute Mentale per le persone con disagio psichico.

Il lavoro come strumento di cura e autonomia

L’obiettivo è costruire una rete istituzionale capace di rendere il lavoro non solo un’opportunità occupazionale, ma anche uno strumento di cura, emancipazione e acquisizione di autonomia. Attraverso la collaborazione tra enti pubblici, servizi sanitari e realtà del Terzo Settore si punta ad attivare percorsi capaci di restituire piena cittadinanza a chi, a causa del proprio disagio, è rimasto ai margini.

Un approccio che mira a superare le sole logiche assistenziali, valorizzando le capacità individuali e favorendo un’inclusione sociale concreta all’interno della comunità.

Il prossimo passo sarà la definizione di una convenzione tipo che, secondo quanto previsto, dovrebbe essere pronta entro il mese di settembre. Il documento consentirà agli enti interessati di attivare i percorsi di avviamento al lavoro attraverso programmi individualizzati, costruiti sulle esigenze e sulle potenzialità delle singole persone coinvolte.