MESSINA – Un custode del Museo Accascina è stato iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di false dichiarazioni al pubblico ministero. È la nuova svolta nell’inchiesta sul furto delle opere di Antonello da Messina e arriva al termine degli interrogatori dei dipendenti che erano in servizio la sera del colpo.
Il custode era stato convocato in Procura insieme ad altri tre colleghi per essere ascoltato come testimone. Nel corso dell’audizione, però, sarebbero emerse diverse contraddizioni rispetto alle dichiarazioni rese dagli altri dipendenti. Da qui il cambio di posizione: da testimone a indagato.
Gli investigatori stanno ora concentrando l’attenzione sulla sua ricostruzione, soprattutto sulla successione degli eventi di quella sera. Un passaggio ritenuto importante per mettere in ordine quanto accaduto all’interno del museo e verificare eventuali discrepanze tra le diverse testimonianze.
L’ipotesi del basista
Tra le piste che gli investigatori non escludono c’è anche quella che qualcuno possa aver fornito ai ladri informazioni utili per organizzare il colpo. Al momento, però, non ci sono riscontri che confermino la presenza di un eventuale basista.
Un elemento che potrebbe pesare nella ricostruzione è il modo in cui i due autori del furto si sarebbero mossi all’interno del museo. Secondo quanto emerso dalle indagini avrebbero agito con grande sicurezza, riuscendo a muoversi negli spazi del museo senza apparenti difficoltà.
Gli investigatori dovranno quindi capire se questa sicurezza sia stata frutto della conoscenza preventiva dei luoghi oppure se i due abbiano potuto contare su informazioni fornite da qualcuno. Un interrogativo che, per il momento, resta senza una risposta.
L’allarme spento dal custode
C’è poi un altro dettaglio sul quale si concentrano gli accertamenti: quello relativo all’allarme. Durante l’audizione, un altro custode avrebbe ammesso di aver sentito scattare l’allarme e di averlo spento, pensando che si trattasse di un falso contatto. Un tassello che potrebbe contribuire a ricostruire la dinamica del furto e a stabilire cosa sia accaduto nei momenti decisivi.
Restano dunque diversi punti da chiarire. Responsabilità, dinamica del furto e identificazione dei ladri d’arte sono le priorità degli investigatori, impegnati a ricostruire ogni passaggio della notte in cui le opere di Antonello da Messina sono state portate via dal museo.





